L’infrastruttura esistente ospitava oltre 4 PetaByte di dati distribuiti su numerosi sistemi critici utilizzati quotidianamente da diversi gruppi aziendali. Le necessità erano quelle di:
- migrare i dati verso nuovi sistemi storage senza interrompere le attività produttive ove possibile;
- garantire compatibilità e continuità di servizio durante la transizione;
- coordinare in modo efficace gli oltre 100 gruppi utente coinvolti;
- rispettare tempi stretti dettati da esigenze operative e contrattuali;
Per affrontare una migrazione di questa portata, si rendeva necessario un approccio strutturato, capace di coniugare competenze tecniche avanzate e una governance solida.
L’ambiente presentava numerose complessità:
- varietà di sistemi operativi (Linux e Windows);
- presenza di server fisici e virtuali, cluster e infrastrutture miste;
- necessità di gestire dischi tradizionali e RDM;
- coordinamento con team differenti e applicativi con specifiche esigenze operative;
- richiesta di mantenere continuità di servizio, evitando downtime su sistemi mission-critical;
Ogni sistema richiedeva una strategia di migrazione ad hoc, garantendo al contempo coerenza e sicurezza dei dati.